in collaborazione con UTILITATIS

 

 

Le Utilities italiane per la transizione ecologica e digitale
Rapporto Sostenibilità 2020

 

PROMUOVIAMO LA CULTURA DELL’INNOVAZIONE.
 
 
Digitale, economia circolare, decarbonizzazione. Sono i tre capisaldi - insieme all’attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro, alla parità di genere e all’integrazione della sostenibilità nel modello di business – che emergono dal rapporto di sostenibilità 2020 “Le Utilities italiane per la transizione ecologica e digitale” messo a punto da Utilitalia in collaborazione con la Fondazione Utilitatis. Le aziende associate che hanno risposto all’indagine interessano 37 milioni di italiani per il servizio idrico, 21 milioni per l’ambiente, quasi 11 milioni per il gas e oltre 6 milioni per l’energia.
 
 
Il valore aggiunto annuale del settore è di 10,4 miliardi. Per quanto riguarda la digitalizzazione, gli investimenti sono stati pari a 342 milioni (6,2 euro per abitante). Il capitolo decarbonizzazione è ritenuto fondamentale: gli investimenti sono pari a 450 milioni (8,2 euro per abitante), mentre gli investimenti in economia circolare sono pari a 280 milioni (5,4 euro per abitante). Quanto all’integrazione della sostenibilità nel business, il 57% delle aziende pubblica un rapporto di sostenibilità e il 23% ha previsto una struttura dedicata. Molta attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro (il 60% delle aziende monitorano i near miss, i mancati incidenti) e alla parità di genere, con una percentuale di donne nei consigli di amministrazione che arriva al 34,2%.
 
 
 
  IL VIDEO  
   
   
   
IL RAPPORTO
     
Scarica il rapporto (pdf)
 
HIGHLIGHTS

Lettera agli stakeholder Utilitalia Utilitalia per la Transizione Valore Aggiunto Decarbonizzazione Economia circolare Digitalizzazione
  Integrazione della sostenibilità Diversity Salute e Sicurezza Leader della Sostenibilità Acqua Ambiente Energia  
                 
                 
Lettera agli stakeholder  

di Michaela Castelli - Presidente Utilitalia

Le Utilities rappresentano un settore strategico per l’Italia. Un settore la cui rilevanza è data sia dal valore economico generato per gli azionisti, sia dalla qualità dei servizi offerti agli utenti, siano essi cittadini, imprese o enti locali.

Energia, ciclo idrico e servizi ambientali sono essenziali per la vita di tutti noi, ogni giorno. Sono necessari per l’attività produttiva di migliaia di imprese. Determinano le condizioni di benessere e la qualità della vita delle comunità.

Le Utilities impiegano decine di migliaia di persone, si approvvigionano di beni e servizi in larga misura sul mercato nazionale, proteggono l’ambiente e i servizi ecosistemici, promuovono l’innovazione di prodotto e di processo.

Siamo consapevoli di essere parte attiva, ed essenziale, del progresso del Paese. Per questo, ci siamo strenuamente impegnati nell’anno appena trascorso: un anno segnato dal dramma umano, sociale ed economico della pandemia. Grazie all’impegno di tutte le nostre persone, e alla resilienza delle nostre organizzazioni, abbiamo assicurato al Paese, e alle singole comunità, i servizi essenziali, senza alcuna discontinuità e nel rispetto degli standard di qualità che ci vedono costantemente impegnati in un processo di miglioramento.

Intendiamo continuare a essere utili al Paese nel quadro delle sfide imposte dal rilancio post-pandemico, in cui centrale sarà la transizione verso una società e una economia più sostenibili, resilienti e inclusive. Tutelare la qualità della vita e la salubrità delle comunità in cui operiamo, ridurre l’impronta carbonica e idrica delle nostre attività produttive, risparmiare risorse energetiche e naturali preziose, chiudere i cicli ecologici. Ma anche innovare, offrire lavoro di qualità, promuovere la crescita del capitale umano, investire in infrastrutture, accrescere l’efficienza delle nostre organizzazioni.

Rendere conto in modo trasparente del nostro impegno, e dei risultati raggiunti nei confronti di tutti gli stakeholder, è un modo per migliorarci e per comunicare la nostra capacità di misurarci con i cambiamenti, di mitigare i rischi e di sviluppare le opportunità, di crescere nel dialogo con i portatori di interesse che vivono e animano le tante comunità del nostro straordinario Paese.

Sostenibilità, resilienza, circolarità, decarbonizzazione, innovazione, responsabilità, disciplina di governance e di gestione: sono le parole chiave del cammino che le Utilities hanno intrapreso e percorreranno negli anni a venire.

Sempre a fianco delle persone che lavorano con noi, dei nostri azionisti e dei nostri utenti. Per lo sviluppo del Paese.


top
UTILITALIA
     
 

 
  top
UTILITALIA PER LA TRANSIZIONE

di Giordano Colarullo - Direttore Generale Utilitalia

“Il settore dei servizi pubblici deve essere centrale per la ripartenza del Paese. Grazie all’impegno delle nostre Aziende che si occupano di raccolta e gestione dei rifiuti, di distribuire l’energia e portarla nelle case degli italiani e di rendere disponibile per tutti l’acqua, il Paese non si è fermato.

Ora la sfida è quella di ripartire con una strategia per rendere le Aziende di pubblica utilità un punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile.

La transizione ecologica ha bisogno di un piano dettagliato e di una serie di riforme, perché le risorse da sole non bastano: serve una forte semplificazione normativa, soprattutto in fase di iter autorizzativi e snellimento dei tempi delle procedure, e un impegno non più procrastinabile sul Meridione, dove è indispensabile favorire un approccio industriale ai servizi pubblici.

La transizione verde e quella digitale vedranno protagoniste nel prossimo futuro le Utilities che, con il sostegno del Piano nazionale di ripresa e resilienza, potranno svolgere un ruolo decisivo anche sotto il profilo dell’accelerazione per l’auspicata ripartenza”.

   
  top  
VALORE AGGIUNTO
 
All’interno di un bilancio di sostenibilità, il valore aggiunto è la differenza tra i ricavi e i costi della produzione che non costituiscono una remunerazione per gli stakeholder aziendali e i costi di acquisto di beni e servizi utili per il processo produttivo.

Il valore aggiunto viene utilizzato per due motivi principali. In primo luogo permette di quantificare quanta ricchezza è stata prodotta dall’azienda, come è stata prodotta e come viene distribuita ai suoi interlocutori; è quindi utile per capire gli impatti economici che l’azienda produce. In secondo luogo consente di collegare il Bilancio di sostenibilità con il Bilancio di esercizio.

Da questo punto di vista, la produzione e distribuzione del valore aggiunto è uno strumento per rileggere il Bilancio di esercizio dell’azienda dal punto di vista degli stakeholder.
 
     
   
  top  
  DECARBONIZZAZIONE  
 
Per affrontare la crisi climatica è necessario rendicontare anche le modalità di prevenzione e gestione dei rischi climatici e l’impegno nella transizione verso un’economia a basse emissioni di gas climalteranti.
Come noto, i combustibili fossili sono la principale causa del riscaldamento globale e ridurre il loro utilizzo risulta quindi indispensabile per limitare l’incremento dei gas responsabili dell’effetto serra.

13,3 mln t/anno (Emissioni Scope 1)
1,6 mln t/anno (Emissioni Scope 2)
15,9 mln t/anno (Emissioni Scope 3)
450 milioni € (Investimenti per la decarbonizzazione)
5.000 (Mezzi a basso impatto ambientale)
42% (Energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili)
 
  top  
  ECONOMIA CIRCOLARE  
 
L’economia circolare rappresenta una risposta a una serie di criticità con cui deve confrontarsi la società moderna: dalla progressiva scarsità di risorse alla riduzione delle emissioni in atmosfera alla riduzione nella produzione dei rifiuti e alla massimizzazione del recupero. Le Aziende nel corso degli anni hanno sviluppato strategie industriali improntate alla sostenibilità: dal recupero di materia ed energia dai rifiuti al ricircolo delle acque per gli autoconsumi delle centrali termoelettriche, al recupero di energia dai fanghi a valle dei processi di depurazione.

280 milioni € (Investimenti in economia circolare)
98 milioni m3 (Volumi biogas prodotto)
69 % (Fanghi recuperati)
78 % (Tasso di riciclo)
 
  top  
  DIGITALIZZAZIONE  
 
L’impegno verso la digitalizzazione delle attività non rappresenta una novità. In molti settori, compreso quello delle Utilities, da tempo si assiste a una diffusione delle tecnologie digitali e delle relative applicazioni. L’emergenza sanitaria che ci ha colpito ha imposto alle aziende una improvvisa accelerazione nell’adozione delle tecnologie digitali. Ciò ha rappresentato l’occasione non solo per verificare l’efficacia di modelli organizzativi e operativi avanzati e virtualizzati, ma pure a evidenziare le ulteriori notevoli possibilità che la digitalizzazione può offrire per accrescere la capacità competitiva.

342 milioni € (Investimenti in digitalizzazione)
2,6 milioni (Clienti iscritti al servizio di sportello telematico)
17 milioni (Bollette emesse in formato elettronico)
3,3 milioni (Contatori gas elettronici)
56.732 km (Reti idriche distrettualizzate)
13,7 milioni € (Investimenti nel servizio ambientale in riconoscimento utenza e gestione informatica dei dati)
 
  top  
  INTEGRAZIONE DELLA SOSTENIBILITÀ NEL BUSINESS  
 
L'integrazione della sostenibilità nel business a livello strategico e nei diversi processi operativi è una leva in grado di aiutare le aziende a raggiungere gli obiettivi di redditività di lungo termine, accrescendone la competitività e sostenendone la reputazione.

23% (Aziende con una struttura dedicata alla sostenibilità)

La sensibilizzazione dei vertici aziendali è la chiave per la realizzazione della completa integrazione dei principi di sostenibilità nelle strategie di business. Soltanto la condivisione dell’approccio e della cultura della sostenibilità ai più alti livelli può garantire un suo ruolo attivo nella definizione di una visione e di una strategia che non solo sia condivisa e attuata all’interno della società secondo un meccanismo top-down, ma che sia anche apprezzata dagli stakeholder esterni.

19% (Aziende con almeno un componente del CdA con competenza in materia di sostenibilità)

La strategia aziendale e i piani industriali devono essere integrati con obiettivi che prevedano aspetti di sostenibilità al fine di cogliere le nuove opportunità di business che possono scaturire sia dal mercato sia dal nuovo orientamento imposto dalle istituzioni europee e assunto dagli attori pubblici e privati.

16% (Aziende con obiettivi di sostenibilità nel piano aziendale)

Individuare nel piano industriale obiettivi raggiungibili, concordare gli indicatori di performance e misurarli periodicamente, adottare criteri ESG nella definizione degli obiettivi attribuiti alle funzioni-chiave nelle aziende costituiscono le attività e gli strumenti idonei a supportare il percorso che, muovendo dalla compliance, giunge fino alla strategia per la creazione di valore nel lungo termine.

57% (Aziende che redigono un bilancio di sostenibilità/DNF)
 
  top  
  DIVERSITY  
 
L’affermazione di un modello di impresa sostenibile, innovativo, efficiente e industriale rappresenta uno dei valori fondanti di Utilitalia. Per avere successo ed essere portatore di sviluppo, tale modello richiede un’organizzazione del lavoro e politiche di selezione e gestione del personale che assicurino la crescita delle persone e la valorizzazione delle diverse professionalità e competenze.
Diventa in quest’ottica sempre più necessario nelle aziende il passaggio da una gestione ordinaria della diversità a una visione strategica che, con una logica inclusiva, e superando le tradizionali politiche per le pari opportunità, valorizzi le differenze di genere, età, abilità e cultura quali attivatrici di valore aggiunto, produttività, efficienza e innovazione.

22%
(Presenza femminile)
28% (Presenza femminile nei Quadri)
16% (Presenza femminile nei Dirigenti)

Resta attuale l’importanza di valorizzare la diversità di genere, attraverso una logica inclusiva che superi la garanzia dell’uguaglianza, per altro non ancora soddisfacentemente raggiunta, e tenuto conto dell’avvicinarsi della scadenza degli obblighi derivanti dalla legge 20/2011. Il valore della Diversità va declinato concretamente, quotidianamente, strategicamente: le Aziende associate si impegnano a promuovere l’adozione e lo sviluppo di politiche di diversity management all’interno delle proprie associate. Il dato sulla percentuale di donne nel CdA è in linea con il dato nazionale (36,3%) ma ancora indietro rispetto all’obbligo fissato (40%).

34,2%
(Percentuale di donne nel CdA)
 
  top  
  SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO  
 
Le Aziende associate hanno tra i principi fondanti la prevenzione e la sicurezza sul lavoro: migliorare i comportamenti e accrescere la cultura aziendale a tutti i livelli organizzativi in materia di salute e sicurezza è un obiettivo costante. Prevenire e ridurre al minimo i rischi per la salute e la sicurezza è uno degli impegni delle politiche aziendali che si ispirano ai valori per lo sviluppo sostenibile espressi nell’Agenda ONU 2030.

8,2 (Indice di frequenza degli infortuni – settore energia)
14,5 (Indice di frequenza degli infortuni – servizio idrico)
62,9 (Indice di frequenza degli infortuni – servizi ambientali)
5,8 h/dipendente (Ore di formazione pro-capite erogate sulla sicurezza)
60% (Aziende che monitorano i near miss)

Operare al fine di rendere il luogo di lavoro più sicuro e più sano è fondamentale per migliorare la qualità e le condizioni di lavoro, ma anche per promuovere la competitività delle aziende. In questi anni sono state messe in atto diverse iniziative aziendali sul tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolar modo per quello che riguarda la cultura della sicurezza e la consapevolezza del rischio. Queste iniziative, assieme a una continua attività di formazione e addestramento delle persone, a interventi specifici di miglioramento di mezzi e attrezzature, e a una puntuale attività di analisi e investigazione degli infortuni, hanno permesso di raggiungere importanti risultati.
 
  top  
  LEADER DELLA SOSTENIBILITÀ  
 
Tra le imprese censite nel presente Rapporto sono state indagate alcune caratteristiche qualitative dell’organizzazione aziendale interna. Sono state così individuate quelle associate che hanno abbracciato una cultura di sostenibilità in modo più incisivo e consapevole e che hanno adottato strategie coerenti e conseguenti.
Definiti 4 fattori di sostenibilità – che comunemente ne rappresentano gli elementi qualificanti – sono stati individuati quei soggetti che ne soddisfano almeno 3 sui 4 previsti.
Dall’analisi del campione sono risultate 15 le Aziende cosiddette “Leader della Sostenibilità”
 
 
 
  top  
     
   

Uscire dalla crisi economica causata alla pandemia investendo sul territorio, contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici mettendo in atto strategie per mitigarne i rischi a livello locale, adottare strategie green e carbon neutral per abbattere le emissioni inquinanti. Sono queste le sfide a cui siamo chiamati. Il settore idrico deve puntare sui fattori ESG per affrontare le sfide del presente e essere protagonista di una transizione green.

di Alessandro Russo - Coordinatore Direttivo Acqua Utilitalia


Perdite idriche
La percentuale di acqua non fatturata rispetto alla quantità immessa in rete è dovuta a perdite fisiche reali (dovute a rotture di condotte od organi idraulici) o a perdite solo apparenti riconducibili a aspetti amministrativi (errori di misurazione dei contatori, errori nella stima del consumo presunto alla fine dell’anno solare, autoconsumi non rilevati, consumi abusivi); queste ultime si traducono in acqua che viene effettivamente erogata ma che non viene conteggiata ai fini della fatturazione. Le perdite sono direttamente connesse con lo stato di efficienza delle infrastrutture (reti acquedottistiche e misuratori), ovvero con il tasso di manutenzione e rinnovo della rete.
   
  Per contenere le perdite idriche, i gestori provvedono alla manutenzione della rete arrivando anche a completi interventi di sostituzione delle tubature. Per il monitoraggio e l’individuazione delle perdite sono utilizzati sistemi di distrettualizzazione delle reti (ovvero la segmentazione della rete sul territorio) e di telecontrollo, che monitorano le variazioni nella pressione e nella portata.  
 
Qualità acqua potabile
In Italia l’ottima qualità dell’acqua destinata al consumo umano è garantita innanzitutto dall’eccellenza delle fonti, per l’85% proveniente da acque sotterranee: in profondità, infatti, l’acqua è filtrata naturalmente dal terreno e la contaminazione batterica risulta marginale. Prima di arrivare al rubinetto, l’acqua prelevata è sottoposta a rigorosi e continui controlli preventivi, svolti in contraddittorio dalle autorità sanitarie e dai gestori dei servizi idrici. Sono milioni i controlli che i gestori svolgono ogni anno in numerosi punti di prelievo della rete acquedottistica.
 
   
  La Commissione Europea ha introdotto la metodologia del Water Safety Plans (WPS) per la strutturazione delle attività di prevenzione e controllo finalizzate a garantire la migliore qualità delle acque potabili. I Water Safety Plan sono sistemi di prevenzione e sorveglianza recentemente elaborati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità sotto forma di Linee guida non vincolanti: potenziano i controlli standard perché includono le anali sui rischi specifici in un determinato contesto, in modo che i controlli dei gestori e delle autorità sanitarie integrino i rischi generali con quelli specifici del singolo territorio e operino quindi un monitoraggio completo. Sulla base dei dati elaborati, i Piani di sicurezza dell’acqua sono stati adottati da 14 gestori, per un numero di utenti di circa 3,5 milioni.  
 
Investimenti pro capite

La sostenibilità economica dei servizi idrici si fonda sulla tariffa, ovvero sulle somme corrisposte dagli utenti con le bollette in cambio dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. La tariffa, secondo il principio europeo della copertura integrale dei costi, comprende i costi operativi e di investimento del servizio. I costi sono riconosciuti da ARERA e dunque autorizzati in tariffa solo se considerati efficienti, a tutela cioè degli utenti e dell’economicità complessiva per il sistema.
 
   
  In Italia, gli investimenti nel servizio idrico sono stati per lungo tempo insufficienti e inadeguati e l’attuale crisi climatica ne impone una rapida accelerazione. Secondo l’analisi di Utilitalia, gli investimenti infrastrutturali necessari a fronteggiare gli eventi siccitosi e alluvionali sempre più ricorrenti ammontano a 700 milioni – pari a 50 per abitante l’anno per un periodo di 4 anni -. Si tratta di investimenti in serbatoi, nuovi schemi di approvvigionamento, sistemi di riutilizzo delle acque reflue, riduzione delle dispersioni e interconnessioni tra acquedotti.  
 
● Qualità acqua depurata
La depurazione dei reflui collettati è un passaggio particolarmente delicato del ciclo idrico poiché impatta sulla qualità ambientale dei corpi idrici ricettori. In Italia, la quota di campioni di reflui depurati conformi è pari all’87,2%, a fronte di un obiettivo nazionale al 99%. La performance del comparto Utilitalia, invece, è pari rispettivamente al 79,4% per le aziende censite e al 90,8% per le aziende più sostenibili.
 
   
  La depurazione, in un’ottica di economia circolare e di uso efficiente delle risorse, potrà diventare non il processo finale ma quello intermedio nel ciclo degli usi dell’acqua. Il riutilizzo dell’acqua depurata per usi irrigui o industriali andrebbe incoraggiato anche attraverso misure incentivanti, che ne incoraggino l’uso in sostituzione di quella prelevata dalle riserve idriche.  
     
 
● Smaltimento fanghi in discarica
Dal processo di depurazione dei reflui deriva il flusso di acqua depurata da rilasciare nell’ambiente e un’ulteriore parte solida detta fanghi di depurazione. La produzione dei fanghi è tanto più abbondante quanto più efficace è il processo di depurazione realizzato.
 
   
  I fanghi di depurazione, in un’ottica di economia circolare, possono essere valorizzati quindi in chiave energetica come combustibile per la produzione di energia elettrica o termica, o attraverso la digestione anaerobica per la produzione di biogas che con l’upgrading viene raffinato in biometano che alimenta le flotte dei mezzi aziendali o viene immesso nei gasdotti nazionali.  
  top  
   
 
La transizione verso un’economia circolare è una sfida che non coglie impreparato il sistema industriale di gestione dei rifiuti. Infatti, se da un lato rappresenta un cambio di paradigma in cui sono strategici l’ecodesign e la piena assunzione di responsabilità dei produttori anche sul fine vita dei prodotti immessi al consumo, dall’altro le imprese di gestione dei rifiuti contribuiranno con organizzazioni, tecnologie e impianti rinnovati e innovativi per garantire la circolarità dei prodotti dopo il loro consumo nonché la trasformazione dei rifiuti in risorse.

di Filippo Brandolini - Coordinatore Direttivo Ambiente Utilitalia


Raccolta differenziata
Essenziale per avviare a un efficace valorizzazione dei rifiuti è la raccolta differenziata. Essa rappresenta la prima importante fase di molte filiere industriali del riciclaggio che si sviluppano proprio a partire dai materiali separati dalle utenze e poi raccolti, trasportati, selezionati e in alcuni casi anche trattati dalle Utilities. Elemento di raccordo tra una componente culturale (i cittadini che producono e conferiscono i rifiuti) e il sistema industriale che è chiamato a valorizzare questi flussi sono le imprese che gestiscono i rifiuti urbani e che ne rappresentano uno degli snodi più importanti della transizione verso un’economia circolare.
 
   
  Gli sforzi degli italiani nella raccolta differenziata devono essere premiati da un sistema che sia in grado di valorizzare al meglio i rifiuti. In quest’ottica, i dati dimostrano che la raccolta differenziata e gli impianti non sono due elementi contrapposti, e tra loro alternativi, anzi: i territori che registrano le percentuali più alte di raccolta differenziata, non a caso, sono proprio quelli in cui è presente il maggior numero di impianti.  
 
Smaltimento in discarica
La componente non riciclabile dei rifiuti raccolti è destinata a diverse modalità di trattamento, nella ricerca della migliore valorizzazione della risorsa, secondo una gerarchia che predilige sempre il recupero di energia attraverso la termovalorizzazione e solo in forma residuale allo smaltimento in discarica.
L’obiettivo europeo in materia di gestione dei rifiuti e di economia circolare impone che il ricorso alla discarica non ecceda il 10% dei rifiuti complessivamente prodotti entro il 2035. Tale soglia, particolarmente sfidante per alcune aree anche del nostro Paese, limiterà i conferimenti in discarica ai soli rifiuti non altrimenti recuperabili, quali le ceneri dei termovalorizzatori, porzioni di fanghi di depurazione dei reflui e altri scarti. Senza impianti per il trattamento della frazione organica e termovalorizzatori non è possibile chiudere il ciclo dei rifiuti in un’ottica di economia circolare.
 
   
  L’Italia presenta una carenza significativa di impianti di recupero dei rifiuti che rende difficile e spesso costoso chiudere il ciclo. Soprattutto in alcune aree del paese questa carenza è alla base di un ricorso ancora eccessivo alla discarica e all’esportazione di rifiuti. La non autosufficienza di questi territori rallenta quindi la transizione del Paese verso l’economia circolare e lo espone al rischio di nuove emergenze e procedure di infrazione da parte della Commissione europea.  
 
● Investimenti pro capite
Il settore rifiuti in Italia si sta avviando verso una serie di riforme strutturali ma restano ancora tante difficoltà da superare, soprattutto in merito agli investimenti per fronteggiare il fabbisogno impiantistico, l'abbattimento dei tempi e lo snellimento delle procedure autorizzative, l’accettazione sociale, il processo di governance locale e il superamento della frammentazione gestionale. Di fondamentale importanza la partenza dell’attività di regolazione dei rifiuti, che potrà fornire riferimenti certi agli operatori e porre le condizioni per favorire il miglioramento delle performance e contribuire a stimolare gli investimenti nel settore.
 
   
  Sono tuttavia le fasi di trattamento e smaltimento dei rifiuti quelle che necessitano investimenti aggiuntivi. Se è vero che la gestione dei rifiuti riveste un ruolo cruciale nella transizione verso un’economia circolare, è evidente l’importanza di soddisfare il fabbisogno di infrastrutture dedicate al trattamento e smaltimento delle frazioni differenziate e indifferenziate dei rifiuti, attraverso cui massimizzare il recupero di materia ed energia e minimizzare il ricorso alla discarica.  
 
Abitanti serviti da Tariffa puntuale
Il successo nella gestione del servizio dei rifiuti urbani è un banco di prova della qualità e dell’efficacia dell’azione amministrativa degli enti locali ed è un potente strumento per sensibilizzare le comunità locali sul rispetto dell’ambiente. Un elemento cruciale è rappresentato dal modo in cui il servizio è finanziato: sia l’esperienza internazionale sia la letteratura economica dimostrano che gli incentivi economici associati a schemi di tariffa puntuale inducono, da un lato, le famiglie a contenere la produzione di rifiuti e separarli con più attenzione, e dall'altro i governi locali a spendere in modo più efficiente le risorse a loro disposizione.
 
 
 
  111 Comuni a tariffa puntuale
2.6 milioni Abitanti serviti da tariffa puntuale

Il passaggio a tariffa puntuale offrirebbe dei vantaggi operativi: si consideri che la produzione di rifiuti comporta dei costi per la società nel suo complesso a fronte di un costo marginale nullo per gli individui se il servizio è finanziato tramite un tributo non commisurato alla quantità di rifiuti conferiti dall’utente. Questo disallineamento fra costo sociale e costo privato conduce a una produzione eccessiva di rifiuti da parte delle famiglie e a un utilizzo inefficiente delle risorse pubbliche.
 
 
● Quota rifiuto urbano conferito nei centri di raccolta
Il Centro di raccolta comunale, oltre che per il conferimento delle diverse frazioni di rifiuto differenziato, è un importante strumento per fornire servizi, informazioni e materiali utili ai cittadini per effettuare la raccolta differenziata sul territorio. Oltre ai vantaggi ambientali, il conferimento dei rifiuti nei Centri di Raccolta abbinato alla tecnologia, permetterebbe di premiare l'utente virtuoso con un risparmio economico.
 
   
  I centri di raccolta rivestono un ruolo ecologico fondamentale essendo in grado di soddisfare molteplici esigenze: rappresentano una fase intermedia nel sistema di gestione dei rifiuti, luogo dove gli utenti conferiscono i rifiuti già differenziati posizionandoli negli appositi contenitori di grande volumetria dove alcuni materiali vengono compattati e pressati per ridurne i volumi ottimizzando la fase di trasporto.  
  top  
   
 
Competitività, sicurezza e sostenibilità. Tre concetti che non devono mancare quando si parla di politiche energetiche comuni. Le sfide che ci aspettano sono tante e impegnative ma se vogliamo raggiungere gli obiettivi sul clima dobbiamo necessariamente intervenire sui questi tre aspetti. Passando attraverso l’innovazione o meglio diventando sempre più Smart: un termine destinato a cambiare profondamente le nostre aziende dalle reti fino al rapporto con i clienti.

di Francesco Macrì - Coordinatore Direttivo Energia Utilitalia

Energia elettrica prodotta da FER
Nel corso degli ultimi anni le fonti rinnovabili hanno confermato il proprio ruolo di rilievo nel panorama energetico italiano, trovando impiego diffuso sia per la produzione di energia elettrica, sia per riscaldamento e raffrescamento, sia come biocarburanti utilizzati nel settore dei trasporti.
 
   
  La produzione di energia da fonti rinnovabili è premessa indispensabile per la transizione energetica, poiché svolge un ruolo fondamentale nella salvaguardia ambientale grazie alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Se attualmente la produzione elettrica da fonti rinnovabili copre il 35,9% dei consumi finali lordi, nel 2030 la copertura dovrà arrivare al 55%, con un balzo atteso nella produzione rinnovabile a partire dal 2025, anno di abbandono della produzione nazionale da carbone.  
     
  Smart meter gas
Con il termine "smart metering" si intendono i sistemi che consentono la lettura e gestione a distanza dei contatori di energia elettrica, gas e acqua. I vantaggi dei sistemi di smart metering sono numerosi: oltre alla riduzione di costi per le letture e per le operazioni di gestione del contratto (es., cambio fornitore, disattivazione etc.) che possono essere effettuate in modo automatico a distanza, e con maggiore frequenza, senza un intervento in loco dell'operatore i sistemi di smart metering consentono altri vantaggi, che dipendono dal settore in cui sono applicati. Tra questi vantaggi vi sono:
migliore consapevolezza del cliente finale in relazione ai propri consumi e promozione dell'efficienza energetica e dell'uso razionale delle risorse;
migliore gestione della rete e migliore individuazione delle perdite tecniche e commerciali;
facilitazione della concorrenza per la possibilità di ottenere una lettura "una tantum" (al di fuori del ciclo di lettura usuale) in occasione del cambio di fornitore.
 
   
  Consentendo una lettura semplice e aggiornata, gli smart meter migliorano la consapevolezza del cliente finale in relazione ai propri consumi, promuovendo così l'efficienza energetica e l'uso razionale delle risorse.  
     
  Investimenti pro capite distribuzione energia elettrica e gas
I distributori di energia elettrica e gas sono i gestori delle reti in bassa e media tensione, proprietari dei contatori e responsabili delle consegne fino all’utente finale. Si tratta di un’attività particolarmente delicata, connessa alla sicurezza delle infrastrutture e delle abitazioni, alla continuità del servizio e all’obbligo di garantire l’equilibrio costante tra domanda (clienti) e offerta (produttori), che necessita di ingenti investimenti.
 
 
 
 
 
  Gli investimenti nelle reti non sono connessi solo alla transizione energetica. La crisi climatica in atto, ad esempio, ha modificato profondamente gli andamenti dei consumi stagionali (e dunque del bilanciamento tra domanda/offerta della rete). I distributori dell’energia sono quindi chiamati a definire strategie di adattamento e prevenzione per affrontare i fenomeni in atto, oltre che per mitigarne gli impatti. Le reti elettriche, infatti, costituiscono un capitale indispensabile allo sviluppo e al benessere delle società umane, che dovranno diventare sempre più resilienti per affrontare il nuovo scenario climatico.  
     
  Durata media (minuti) interruzione fornitura energia elettrica
Uno dei più importanti fattori di qualità del servizio di erogazione di energia elettrica è la continuità del servizio evitando le interruzioni nella fornitura. Le interruzioni possono avere varie origini (possono essere originate sulla rete in alta tensione e sulla rete di trasmissione nazionale o possono essere provocate da cause di forza maggiore o da ragioni esterne) oppure possono essere responsabilità dell'esercente.
 
   
  Il dato 2019 conferma il buon livello della continuità del servizio di distribuzione di energia elettrica da parte dei gestori attestandosi, per l’indicatore relativo alle interruzioni di energia, attorno ai 17 minuti per le aziende censite, con una performance leggermente peggiore per le aziende Utilitalia 15.  
  top  
     
UTILITALIA